Anticipazione del WBF 2008
Francis Ford Coppola & Imprenditorialità
Gli affari hanno molto a che fare con il piacere
In attesa di incontrarlo al World Business Forum 2008 di Milano, abbiamo ascoltato il regista americano - autentico genio dell’industria cinematografica - a ExpoManagement, grande evento di business organizzato da HSM a Buenos Aires, che attira ogni anno oltre 2.000 executive provenienti dall`Argentina e dai paesi vicini.

Il cineasta ha ammaliato il pubblico raccontando con estrema naturalezza le sue straordinarie esperienze e spiegando come egli sia sempre stato legato all’industria del cinema, a causa delle attività e degli interessi della sua famiglia. Coppola si dedica dunque alle attività che gli danno piacere ma che, allo stesso tempo, hanno legami con gli interessi di famiglia.

Riportiamo qui alcuni passaggi del suo intervento:

Dico sempre che nella mia società ci sono ingegneri e poeti. I poeti sono i creativi, gli artisti, quelli che contribuiscono con le idee. Gli ingegneri sono le persone incaricate di sviluppare queste idee, di dar loro forma e di realizzarle.

La maggior parte delle società dipende dal reparto Marketing. Nella mia società, questo genera conflitti, perché la visione degli artisti prevale e questa non sempre segue la strada del marketing.
Essere regista cinematografico, avere esperienze come regista e anche come produttore, mi ha aiutato ad essere un dirigente d’impresa.

La prima volta che mi trovai a ricoprire questo ruolo è stata con la casa di produzione United Artists. In seguito, su raccomandazione della banca finanziatrice, che finanziava anche gli studi della MGM, entrai nel consiglio d’amministrazione della MGM, e partecipare a quelle riunioni fu come frequentare una scuola di business.

Un regista cinematografico non dice agli altri quello che devono fare. Tutti sanno quello che devono fare.
Ho imparato che quando si finanziano le proprie attività, si può eliminare il 25% del costo dei servizi, si è più efficienti e si spende meno denaro. Questo mi fa pensare che in futuro l’arte dovrebbe essere gratuita. Di fatto capisco perché i giovani scaricano musica da internet; gli artisti dovranno trovarsi un altro lavoro. So che questa è un’idea controversa, perché nell’industria dell’intrattenimento la pensano esattamente all’opposto.

Ci sono aree delle società che vengono riprodotte nei film, o viceversa; la sceneggiatura può essere considerata il piano industriale, il casting è analogo al reparto Risorse Umane.
Di fronte ad una crisi, la migliore politica che si possa applicare è l’onestà. Non bisogna mai mentire. Come gestore di una società non posso mai mentire.

Sempre, la prima cosa da fare per un imprenditore, è chiedersi qual è l’obiettivo della sua società. Tutti gli imprenditori devono domandarsi “perché mi trovo in questa situazione” e partire da questa domanda per cercare soluzioni o prendere decisioni.

Come direttore di impresa cerco anche di riportare le persone allo spazio creativo caratteristico dell’infanzia, quando si creano giochi e situazioni.

Napoleone diceva che bisogna utilizzare le armi che uno ha a disposizione. Quindi uscite a fare una passeggiata, guardate, osservate e vi verrà in mente qualcosa.

Il mio concetto degli affari è che gli affari devono dare piacere, devono aiutare a migliorare la vita delle persone, offrire loro qualcosa. Il lavoro deve sempre essere considerato una possibilità di dare al cliente un servizio giusto, che lo renda felice per quanto gli viene offerto.

Come si fa a replicare il successo, o addirittura ad aumentarlo? La risposta è: rischiando. È necessario correre dei rischi per fare un film, così come negli affari. Esistono rischi nell’innovazione, però è necessario affrontarli. Ma per farlo, devo essere padrone di me stesso, devo essere io il mio capo. Il rischio è una cosa desiderabile, ci rende tutti creativi.
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